Comunicato Stampa
Il sindacato dei dirigenti pubblici ha mostrato apprezzamento per la scelta di “riservare al ministro della pubblica amministrazione l’individuazione delle modalità per lo svolgimento e il bilanciamento della valutazione tra la parte degli obiettivi e la parte delle caratteristiche trasversali e per l’integrazione dei sistemi di misurazione e valutazione della performance, nonché gli strumenti e i criteri per assicurare l’oggettività della valutazione”. Durante il corso dell’audizione è stato depositato anche il documento della confederazione e del sindacato con le osservazioni al Ddl. Nel corso del suo intervento, però, il segretario generale Casagrande ha insistito su due concetti chiave: il primo culturale, a riguardo della fiducia che deve essere data ai dirigenti pubblici che lavorano per assicurare servizi ed efficienza amministrativa; dall’altra evidenziando una delle criticità del documento in esame. In particolare, la previsione secondo il quale le economie derivanti dalle riduzioni delle retribuzioni legate alla performance del personale dirigenziale, vadano ad incrementare le risorse per la retribuzione della performance del personale non dirigenziale. Per Unadis e Confdas “l’intangibilità dei fondi di amministrazione della dirigenza non può essere messa in discussione dal momento che detti fondi sono composti da risorse definite nel tempo da diverse fonti normative, come pure da elementi eventuali, nonché dai compensi riferiti all’espletamento di incarichi aggiuntivi conferiti ai dirigenti in ragione del loro ufficio che, come noto, affluiscono al fondo e ne costituiscono una quota parte significativa. Quanto insiste sul fondo di amministrazione della dirigenza, è una parte importante della retribuzione della dirigenza, riferita non solo ai risultati raggiunti, ma anche al ruolo, alla funzione e alle responsabilità che la legge attribuisce ai dirigenti pubblici. Una redistribuzione delle risorse così strutturate a favore di altri fondi di amministrazione è da considerarsi del tutto incoerente, oltre che iniqua”. Allo stesso tempo, per Confdas e Unadis non si comprende “la ratio riguardo alla previsione della redistribuzione delle cosiddette economie”. Si è ribadito che il limite del 30% di valutazioni positive è iniquo e non valorizzante della professionalità dei dirigenti. Quanto all’accesso alla Prima Fascia, Unadis Confdas ha invitato a portare a 4 anni il periodo di incarico, per omogeneità tra la seconda e la prima fascia, nonché a rendere la riforma non retroattiva sugli incarichi in corso.
Unadis e Confdas hanno illustrato vari profili migliorativi anche sugli organismi di valutazione e su punti principali del Ddl Zangrillo, con la certezza di poter garantire un contributo propositivo, dato che osservano dall’interno i meccanismi che regolano la macchina pubblica. L’audizione è stata molto apprezzata dai senatori e Casagrande si è detta molto fiduciosa del fatto che le istanze presentate siano accolte.
E’ possibile scaricare il documento presentato alla Commissione.
DDL ZANGRILLO – documento audizione Senato
Al seguente link il video relativo all’intervento in audizione del Segretario generale Unadis e Confdas (dal minuto 12:09 al minuto 26:25):
https://youtu.be/FwROR4aCJ2g?si=Tmt59qJJtobZ571O
Ufficio Stampa Unadis
