Valutazione, performance e postura del leader: l’evento Unadis per il futuro della Pa – Comunicato stampa

La riforma della dirigenza della pubblica amministrazione” è il tema scelto dall’Unione nazionale dei dirigenti dello Stato (Unadis) e dalla confederazione a cui aderisce, Confdas, per il convegno che si è svolto il 22 maggio scorso nella sala conferenze di Palazzo Massimo. Unadis ha seguito con continuità l’iter del ddl Zangrillo, fornendo il proprio contributo anche in sede di audizione parlamentare.

L’incontro è servito anche a comunicare l’ascolto che ha avuto il sindacato da parte della politica.

Il segretario generale, Barbara Casagrande, ha sintetizzato il percorso e le parole che hanno accompagnato i contributi del sindacato e della confederazione. “Se la parola dell’anno 2026 per la Treccani è la parola dialogo – così come l’anno scorso era fiducia – è perché sono parole su cui si richiama l’attenzione, perché evidentemente se ne avverte la mancanza, altrimenti non si accenderebbe un faro su queste parole. Noi abbiamo avuto un dialogo che è stato anche un ascolto e c’è stata una grande interlocuzione. Quindi abbiamo vissuto un momento importante e i tecnici sono stati fondamentali per stare accanto ai politici e aiutare tutti noi a capire che pubblica amministrazione vogliamo”.

In apertura dell’evento Casagrande ha letto anche il saluto che ha mandato al sindacato il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. “Cari dirigenti c’è qualcosa di simbolicamente preciso nel fatto che questo convegno si tenga qui in un luogo che custodisce la memoria di una civiltà costruita sulla capacità di amministrare. La pubblica amministrazione italiana ha radici profonde. La questione è sempre la stessa: riusciamo a trasformare quelle radici in energia per il presente? Il disegno di legge nasce da questa domanda, nasce dalla constatazione di un paradosso: abbiamo dirigenti pubblici capaci, motivati, preparati e un sistema che spesso non sa riconoscerli né valorizzarli. Abbiamo chiesto responsabilità senza dare autonomia, abbiamo preteso risultati, senza costruire le condizioni per ottenerli. Carriera, valutazione e responsabilità: tre parole che devono tornare a essere legate tra loro in modo coerente. Valutare bene significa diee che il contributo individuale conta, che l’eccellenza viene riconosciuta. Non farlo significa che tutto va bene comunque, e sappiamo che non è così. In questo percorso il ruolo dell’Aran è fondamentale. La contrattazione collettiva non è separata dalla riforma, ne è parte integrante”. Il ministro Zangrillo ha ricordato nel suo intervento le parole di Mortati durante i lavori dell’assemblea costituente e ricordato dal presidente Mattarella in occasione del saluto ai nuovi dirigenti, vincitori del nono corso – concorso Sna: “un’amministrazione obiettiva della cosa pubblica e non un’amministrazione di partiti”.

E concordi con questo disegno sono stati anche gli ospiti intervenuti durante il dibattito. Fra questi l’on. Luciano Ciocchetti. E, a seguire, con alcuni messaggi video la senatrice Daniela Ternullo, l’on. Paolo Emilio Russo (relatore del provvedimento alla Camera) e il senatore Mario Occhiuto (relatore del provvedimento al Senato).

A seguire è toccato ai tecnici: il consigliere Francesco Radicetti, capo ufficio legislativo in Funzione Pubblica, la dottoressa Maria Vittoria Marongiu, dell’Aran, il segretario generale della Sna, Riccardo Sisti. Infine, per il mondo accademico è intervenuta la prof. Lisa Zanardo, il convegno si è concluso con un intervento in cui sono stati affrontati i profili psicologici della “postura del leader”, con la dott.ssa Sara Padovano.

A seguire i presenti hanno avuto la possibilità di visitare Palazzo Massimo e i tesori che ospita.

Angela Corica, Ufficio stampa Unadis

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